ArteInMovimento by Daniela Scarel

ArteInMovimento by Daniela Scarel
Marco Mazzoni, Artista - " C’è un libro sempre aperto per tutti gli occhi: la natura. " (Jean-Jacques Rousseau)

sabato 28 dicembre 2019

MuSa - Museo di Salò (Brescia)




































Durante i secoli della Serenissima (1426-1797) Salò promosse e consolidò il proprio primato nella Comunità di Riviera attraverso la committenza artistica. Il Duomo, ricostruito dal Comune dal 1453 con l’ambizione di farne il centro religioso dell’intera Comunità di Riviera, è tuttora con la sua architettura e gli splendidi arredi, il simbolo della grandezza salodiana. Il MuSa ospita nelle sale al primo piano alcune delle opere acquistate per la chiesa cittadina dal Comune: di particolare rilievo sono i codici miniati ( una Bibbia atlantica prodotta intorno al 1120-1130 da un atelier romano e di quattro corali veronesi di fine Trecento, prossimi ai modi di Martino da Verona) acquistati dal comune nel 1448 ed esaltati da cronisti e letterati fin dal ‘500.

Attraverso le opere esposte è possibile seguire l’evoluzione della cultura figurativa e del gusto fino alla fine del Settecento: la grande tela di Sante Cattaneo (La Riviera ringrazia il provveditore Soranzo, 1786) celebra a un tempo la liberazione della Riviera dai banditi che ne minacciavano la sicurezza e i commerci e la recuperata grandezza dopo la dura esperienza della peste e della crisi seicentesche. Alle soglie della rivoluzione giacobina è l’ultima esaltazione della secolare civiltà veneziana sul lago.



l secondo piano del complesso di Santa Giustina ospita una serie di opere esemplari della produzione artistica a Salò tra la metà dell’Ottocento e gli anni Venti del Novecento.

Le difficoltà economiche e sociali legate alla perdita del ruolo dominante sul Garda bresciano e l’instabilità politica non impedirono infatti alla città di partecipare alla cultura artistica ottocentesca.

Il rinnovamento urbanistico avviato in età napoleonica si completò nel 1853 con la realizzazione del cimitero sulla sponda opposta del Golfo: la progettazione della struttura, ben visibile dal MuSa, venne affidata al bresciano Rodolfo Vantini e nella sala ne sono esposti alcuni disegni.

Gli splendidi ritratti fin de siècle restituiscono i volti della società salodiana che guidò la città tra gli anni Ottanta e la I Guerra Mondiale: protagonista assoluto della scena artistica è Angelo Landi (1879 – 1944), affiancato dagli anni ’20 dal torinese Anton Maria Mucchi (1871-1945) che tanto peso avrà nella costruzione dell’identità storica della città.

Di San Felice del Benaco era Angelo Zanelli (1879-1942) di cui il MuSa espone un inedito, intenso busto di Giuseppe Zanardelli (il politico bresciano che con il suo appoggio permise alla città di rinascere dopo il rovinoso terremoto che la danneggiò gravemente nel 1901), e un bozzetto per il fregio del Campidoglio di Cuba, che ne testimonia la grande fama internazionale.



Al terzo livello della chiesa di Santa Giustina è esposta una selezione a rotazione dei fogli della Civica Raccolta del Disegno, un’istituzione eccezionale in Italia per l’entità della collezione, per la qualità e per la sua natura pubblica: nel 1983 un comitato di privati cittadini costituì un fondo collezionistico stabile con il proposito di raccogliere testimonianze grafiche dell’arte italiana dal secondo dopoguerra ad oggi. Il comitato composto tra gli altri da Attilio Forgioli, Flaminio Gualdoni, Pino Mongiello, nel 1985 donò il fondo acquisito (43 disegni) al Comune: da allora, grazie anche a una convenzione con la Provincia di Brescia, la Raccolta si è accresciuta fino alla consistenza attuale di circa 600 disegni, oggetto di periodiche esposizioni nazionali e internazionali.

Nella Raccolta sono rappresentate le tendenze dell’arte italiana dal Secondo Dopoguerra alla contemporaneità attraverso alcuni importanti precedenti (De Pisis, Romani, Martini) e le opere dei maggiori protagonisti, da Fontana, a Licini e Sironi, alle ricerche astratte di Soldati, Dorazio, Accardi, Sanfilippo, all’informale (Birolli, Morlotti, Vedova, Mandelli, Afro), al neorealismo e alle posizioni neofigurative (Forgioli, Francese, Cavaliere, Stagnoli), fino alle espressioni più recenti.



La sezione racchiude una parte dei manifesti di una collezione privata dedicata alla propaganda del regime fascista tra il 1922 e il 1945. Per una dittatura la propaganda è essenziale, e quella fascista non fece eccezione. Venne usato ogni strumento – giornali, radio, comizi – ma soprattutto la nascente “civiltà dell’immagine”.
I manifesti, spesso curatissimi nella grafica, coprivano i muri d’Italia con messaggi categorici (e a cui non era possibile replicare), sia per sottolineare le realizzazioni del regime, sia per indicare al popolo obiettivi e necessità.
Naturalmente erano più numerosi, fino all’ossessione, nei momenti più drammatici, come nel periodo di guerra e della Repubblica Sociale Italiana.

Nel 1935 fu nominato un ministro speciale per la propaganda, con lo scopo dichiarato di dare un’immagine corretta e reali del fascismo, confutando ambiguità e menzogne sostenute dagli avversari. Le tematiche sono varie: il culto del Duce, la propaganda elettorale, quella filo-tedesca e anti-americana, il sociale, l’esaltazione del progresso, dell’efficienza dello stato e degli ideali del regime quali l’onore, il coraggio, il disprezzo per chi non collaborava.

Oggi sono proprio quei manifesti, in particolare, che ci ricordano il valore della pace e della libertà.


Sito UfficialeMuSa - Museo di Salò

Contatti 

+39 0365 20553
info@museodisalo.it


lunedì 9 dicembre 2019

Contemplazioni a cura di Vittorio Sgarbi 2019 - Salò (BS)

Contemplazioni
a cura di Vittorio Sgarbi
dal 10 Aprile 2019 al 8 Dicembre 2019 

Agostino Arrivabene
" Iera " (Sacra) 2019
smalto in oro e olio su legno fossilizzato
Collezione Privata

Agostino Arrivabene
" Iera " (Sacra) 2019
particolare


Agostino Arrivabene
" L'Indeciso " 1995
Agostino Arrivabene" L'Indeciso " 1995
particolare



Agostino Arrivabene
" L'Annunciata " 2016

Agostino Arrivabene 
" L'Annunciata " 2016
particolare

Agostino Arrivabene
" Athena " 1996
Collezione Privata
Agostino Arrivabene
" Athena " 1996
particolare



Agostino Arrivabene
" Athena " 1996
particolare

Agostino Arrivabene

Agostino Arrivabene

Agostino Arrivabene

Agostino Arrivabene

Agostino Arrivabene

Agostino Arrivabene
" I Figli della Notte " 1993
Collezione Privata

Agostino Arrivabene
" I Figli della Notte " 1993
particolare

Agostino Arrivabene
" I Figli della Notte " 1993
particolare

Agostino Arrivabene
" I Figli della Notte " 1993
particolare


Agostino Arrivabene
" I sette giorni di Orfeo " 1996
olio su tavola
Collezione Privata 

Agostino Arrivabene 
" I sette giorni di Orfeo " 1996
olio su tavola 
Collezione Privata
particolare

Agostino Arrivabene 
" I sette giorni di Orfeo " 1996
olio su tavola 
Collezione Privata
particolare


Agostino Arrivabene
" Il rizoma di Pugin " 2016
olio su lino
Collezione Privata 

Agostino Arrivabene 
" Il rizoma di Pugin " 2016
olio su lino 
Collezione Privata
particolare

Agostino Arrivabene
" L'Orbe " 2018
olio su lino
Collezione Privata

Agostino Arrivabene
" L'Orbe " 2018
olio su lino 
Collezione Privata
particolare

Agostino Arrivabene
" L'Orbe " 2018
olio su lino 
Collezione Privata
particolare

Agostino Arrivabene
" L'Orbe " 2018
olio su lino 
Collezione Privata
particolare
Agostino Arrivabene
Agostino Arrivabene
particolare



Agostino Arrivabene
particolare

Agostino Arrivabene
particolare


Agostino Arrivabene
particolare

Agostino Arrivabene
particolare

Agostino Arrivabene

Agostino Arrivabene

Agostino Arrivabene
" La Grande Opera "

Agostino Arrivabene
" La Grande Opera "
particolare

Agostino Arrivabene

Agostino Arrivabene
particolare

Agostino Arrivabene
particolare
Agostino Arrivabene
particolare




Luigi Serafini 

Luigi Serafini
particolare

Domenico Gnoli 

Domenico Gnoli 

Cesare Inzerillo

Cesare Inzerillo

Gaetano Pesce

Gaetano Pesce



* Contemplazioni *
a cura di Vittorio Sgarbi
2019 - Salò (BS)

Dal 10 Aprile al 8 Dicembre 2019

Agostino Arrivabene
Luigi Serafini
Domenico Gnoli
Cesare Inzerillo
Gaetano Pesce



" Non c'è altro modo di essere contemporanei
che essere qui e ora.
Così, insieme alla contemporaneità
di ciò che esiste, c'è la contemporaneità
di ciò che è esistito e continua a vivere ".

Vittorio Sgarbi
Sito Ufficiale: https://www.vittoriosgarbi.it/

Il percorso inizia con le stanze di Arrivabene, a mezz’aria tra luoghi magici e wunderkammer.
Si prosegue nel mito e ci si ritrova nel giardino notturno di Luigi Serafini dove, sotto una brillante luna crescente, ci appare, come in sogno, immersa dal rumore dei grilli, una Persèfone dormiente, materializzatasi come per magia dalle pagine del Codex Seraphinianus nel pieno della sua metamorfosi.
Si lascia il buio della notte e, avvicinandosi alle opere di Gnoli, ci si avvicina al segreto delle cose, alla loro essenza. L’universo si può chiudere in una stanza, in questa stanza, dipinta con il medesimo colore del Buste en vert, grande protagonista di questa sezione.
In un corridoio tappezzato con carta da parati dal sapore barocco, Inzerillo allinea i suoi residui
di umanità, accomodati come le persone che furono, nei ruoli che ebbero. Una classe morta, come fu quella di Tadeusz Kantor. Infine entriamo nell’orbita di Pesce, uno dei maggiori interpreti della cultura contemporanea internazionale. Ciascuna delle sue opere sembra interrogarci con le parole del loro autore: “La differenza è vita?”, “Esiste un’estetica del difetto?”, “L’uso quotidiano uccide l’oggetto d’arte?”. Domande complesse, alla base dell’esercizio creativo contemporaneo, a cui gli oggetti stessi, con la loro semplice e gioiosa esistenza, sembrano dare risposta.


Contemplazioni
Sito Ufficiale: https://contemplazioni.it/

Museo della Follia
Sito Ufficiale: http://www.museodellafollia.it/



MuSa - Museo di Salò
Sito Ufficiale: https://www.museodisalo.it/



Foto Scattate da Daniela Scarel