mercoledì 26 settembre 2018

Philippe Delenseigne






































Philippe Delenseigne 

Nasce a (Calais – Francia, 1971). Sin dagli esordi dimostra la sua indole tesa all’indagine della materia artistica: da autodidatta assoluto si dedica alla pittura, alla scultura e alla video-arte, tecniche che, nel loro complesso, testimoniano il personale carattere eclettico e volto alla sperimentazione. Crede nell’osservazione e nell’esperienza: lo testimoniano i ripetuti e continui viaggi tra la Francia, l’Italia, la Germania – Parigi, Pietrasanta, Berlino. Le tre città europee, legate assieme dal resistente fil rouge di un’arte di assoluto livello, ben si adattano alle qualità che l’artista francese alimenta costantemente: un’attenzione alle forme eleganti e universali; una propensione alla concettualizzazione dei propri lavori; un’accurata conoscenza delle tecniche d’esecuzione. Tre caratteri che si integrano nella sua personalità in maniera eccellente. Lo provano i suoi materiali, utilizzati spesso secondo schemi anti-classici: resine e colle viniliche – con le quali dà vita ad agglomerazioni universali del tutto originali nel panorama artistico contemporaneo; ma anche bronzo e marmo, materie più nobili e celebrate, con cui poter realizzare lavori più definiti, alla ricerca e dunque alla scoperta di ciò che l’occhio umano non riesce direttamente a percepire. La sua intensa produzione si traduce in una altrettanto corposa serie di interventi espositivi, gestiti spesse volte da assoluto protagonista. Tra il 1999 e il recentissimo presente, personali e collettive dimostrano al mondo le sue notevoli qualità artistiche. Tokyo in Asia; Praga, Vienna, Grasse, Barcellona, Oslo, Parigi, Berlino, Mosca in Europa; e, tra le altre, Carrara, Pietrasanta, Milano, Torino, La Spezia e Pescara in Italia lo vedono accogliere consensi unanimi, tradotti poi in un altrettanto considerevole interesse collezionistico. Tale curriculum è infatti il segnale di un fermento internazionale sempre vivo che si sviluppa tra l’Europa, l’Asia, il Nord e il Sud America. Le sue opere sono conservate sia in collezioni pubbliche che private. Tra le collezioni pubbliche si ricordano: Municipal Gouvernement, Senas (France); Oppéde (France); Palazzo Municipale di Calcinaia (PI); Parco Naturale Regionale delle Alpi Apuane, Seravezza (LU); Associazione Scultori, Torino. Vive e lavora a Pietrasanta (LU).

Cenni critici
Derivato da una profonda riflessione concettuale, l’artista francese Philippe Delenseigne organizza il proprio lavoro a partire da una conoscenza visiva che possa dar vita a una chiave di lettura anti-aulica dell’arte. Più vicine al concetto di scultura che di pittura, le sue opere possiedono elementi comuni ad entrambe. Proprio giocando su una visione bifocale, apponendo cioè all’una le caratteristiche intellettuali dell’altra e viceversa, egli riesce a completare il messaggio che l’arte da sempre porta con sé: esistenza materiale ed esistenza spirituale. La scultura in marmo o in bronzo dunque, opera tridimensionale sapientemente elaborata, nasconde nella luce il proprio segreto. Una forma perfetta che, se colpita da una fonte esterna selezionata dall’artista, genera nella propria ombra il complemento narrativo indispensabile, l’essenza più intima della materia messa a nudo da un’attenta e ponderata riflessione. Indagine e curiosità sono quindi caratteristiche a lui comuni: nelle delicate opere viniliche, suggestivi lavori a metà strada tra pittura e scultura, le gocce di colla a caldo sovrapposte sviluppano paesaggi in alzato ai limiti dell’inconscio. I differenti piani longitudinali che si vengono a creare, monocromi lunari o visioni multicolori di un’altra realtà, diventano il simbolo delle diverse dimensioni dell’esistenza, a cui tutti noi dobbiamo inconsapevolmente sottostare. Attraverso tale artificio, composizioni sintetiche e dirette della materia, Delenseigne trasmette una visione minimalista e profonda dell’universo, un’immagine globale di ciò che siamo, una guida al principio molecolare base della nostra essenza.

Esposizioni Personali
2016 – Il Velo di Maya, Gestalt Gallery, Pietrasanta (LU)
2015 – Dimensioni Animiche a cura di A. Parpinelli, Rollandi Arredamenti, La Spezia
2015 – Ombre di Marmo, Dove Design, Pietrasanta (LU)
2014 – Philippe Delenseigne? Bianconiglio, Dove Design, Pietrasanta (LU)
2013 – Frammenti Immaginari, Dove Design, Pietrasanta (LU)
2013 – Che ne so, Gestalt Gallery, Pietrasanta (LU)
2013 – Life a cura di A. Parpinelli, Lu.C.C.A. Lounge&Underground, Lu.C.C.A. Museum, Lucca
2012 – Palazzo in Mostra, Palazzo Leonardi, Pietrasanta (LU)
2012 – eEmmissions, Gestalt Gallery, Pietrasanta (LU)
2012 – Philippe Delenseigne, Rollandi Arredamenti, La Spezia
2012 – Controluce, Galleria Nicola Ricci, Carrara
2012 – Contaminazioni, Galleria Nicola Ricci, Carrara
2011 – Frigoriferi dell’Arca di Noè, Toskana Frazione, Berlin (Germany)
2010 – Snow, Planet Events Gallery, Megeve (Francia)
2009 – Evolving a cura di V. Cumini, Ex-Scuderie Granducali, Villa Medici, Seravezza (LU)
2008 – L’IodiNoi a cura di G. marziani, Gestalt Gallery, Pietrasanta (LU)
2007 – Psychic Network a cura di E. Rota, Art Gallery 911, La Spezia
2006 – Aderenze Sintetiche, Galleria Petrarte Edizioni, Pietrasanta (LU)
2002 – Philippe Delenseigne, Galerie Man Art, Paris (France)


Sito ufficiale: https://www.delenseigne.com/






lunedì 4 giugno 2018

Antonio Marino














































Antonio Marino 

Pittore figurativo realista, che realizza le sue opere con materiali e colori organici preparati personalmente. Grazie
agli studi accademici e dei grandi pittori del Barocco, del Rinascimento e da allievo del Maestro Sacchi, riscopre gli
antichi segreti delle tecniche pittoriche utilizzate come la tempera all'uovo ed il soft pastel francese e la doratura,
instaurando in questo modo un dialogo con il grandioso passato dell'arte occidentale.
La sua abilità nel disegno dal tratto intenso gli consente di trasfigurare le immagini del suo mondo interiore nei
soggetti raffigurati, che risentono del fascino esercitato sull'artista dai temi sacri. attraverso la combinazione
sapiente di segno, luce e colore, Marino Arriva a realizzare opere di grande spessore estetico e spirituale.
Antonio Marino è nato a Napoli il 09.12.1976. Ha frequentato il Liceo Artistico Statale di Napoli, onorato di essere
allievo di grandi insegnanti. Durante il percorso formativo, ha appreso le tecniche dell'acquaforte, modellato, scultura
e disegno, allo stesso tempo ha realizzato opere che, sono state inserite nell'ambito di mostre collettive del Liceo
Artistico. Ha Partecipato ad estemporanee in Campania, Calabria, Marche, Liguria e Toscana. Ha continuato ad
ampliare le proprie conoscenze artistiche studiando ed analizzando il Caravaggio, Antonello da Messina, Tintoretto,
Giorgione, Mattia Preti, Luca Giordano. Ha perfezionato le proprie tecniche, in particolare grafite su carta, pastelli soft
su carta pregiata, e olio su tela, effettuando una ricerca dettagliata iperrealistica dei ritratti. Ha realizzato molte opere
scultoree in argilla, partendo dal bassorilievo, illustrando alcuni dei passi più importanti della Divina Commedia,
sculture a tutto tondo. Inoltre ha realizzato opere in terracotta, raffigurando immagini femminili in stile metafisico con
messaggi concettuali. Ha eseguito nel Napoletano, in Calabria e nel territorio Umbro raffigurazioni di personaggi
sacri. In giovanissima età è balzato alla cronaca come vincitore del primo premio, con conferimento di una medaglia
d'oro, nella sezione pittura. Ha ricevuto altre recensioni, alla fine degli anni 90, a Napoli, nella circostanza di alcune
mostre collettive e pubblicate su il "Mattino" sezione periodica artisti emergenti, giornali locali ed altro. Grazie agli
insegnami da allievo del maestro Claudio Sacchi riscopre infatti antichi segreti delle tecniche pittoriche del
Rinascimento. Ha esposto le sue opere pittoriche nel polo museale di Rende "museo del presente" in occasione
dell'evento artistico "Punto Critico", ed ancora in molte altre location tra cui la partecipazione in ambito internazionale
nel Festival Deod’Art di San Diè Strasburgo in qualità di Maestro d’arte Iperrealista, a Civitavecchia selezionato tra le
eccellenze per II° Festival dell’arte figurativa dell’iperrealismo e del ritratto, esposizioni permanenti presso la galleria
d’arte “OnArt” di Firenze, infine nel “Premio Michelangelo Buonarroti 3°Ediz. Seravezza LU”, attualmente le opere sono
esposte in permanenza presso la Galleria d'arte OnArt di Firenze. inserito in molti Cataloghi d'arte in ultimo nella prestigiosa
raccolta di edizione Spagnola insieme a artisti riconosciuti in ambito oltre Europeo con distribuzione Internazionale sul Catalogo "Leonardo 2018".




Critica della Dott.ssa Raffaella Buccieri (2010)


Antonio Marino affida il proprio sentire alla comunicatività dei volti, dei gesti, degli sguardi rappresentati nelle sue opere, intrise di un’aura romantica, con le quali comunica il desiderio profondo di ricerca della semplicità nei piccoli gesti della vita quotidiana.


L’abbraccio rassicurante della madre al suo bambino, il sorriso gioioso dell’infanzia serena e spensierata, i volti di uomini e donne colti nella loro naturalezza espressiva, disacerbano, così, il senso di solitudine e omologazione del nostro tempo e recuperano il significato dell’unicità individuale.
L’artista ci fa riflettere sul recupero dei rapporti umani, della comunicazione positiva e della volontà di un ritorno ad un’esistenza che sia nutrita dal nettare dell’armonia e dalla semplicità del vivere.
In questa società globalizzata in tutto e per tutto, dove ogni cosa si produce in serie e dove spesso gli individui tendono ad emularsi vicendevolmente, ci si avvia sempre più ad essere immagine speculare di una fredda e impersonale catena di montaggio, sempre più simile a quella che ci illustra Charlie Chaplin nella celeberrima pellicola “Tempi Moderni”.
C’è bisogno di sentirsi nuovamente soggetto e non oggetto, attori protagonisti e non comparse sterili, rimettendo in moto l’interazione costruttiva in una società in cui a stento “ci si guarda in faccia”.

L’artista Marino ci richiama, dunque, proprio a questa sorta di missione comune, guidandoci ad una lettura artistica, che ci ponga dinnanzi agli occhi quello che spesso ci sfugge inesorabilmente, attraverso il genere della ritrattistica iperrealista e il recupero di concetto del bello in senso di forma data.
Le sue opere ci pongono dinnanzi dei volti “parlanti”, a delle gestualità esplicite, come fossero reali, in modo da incanalarci in una interazione intimistica che nasce con estrema naturalezza.

Ritratti come “esperanto in immagini”, in un linguaggio non verbale, universalmente riconosciuto.
Nella ricerca iperrealistica di Marino, non bisogna ravvedere, dunque, la cura del particolare come mera esibizione di perizia tecnica, ma come sbocco innato di chi avvalendosi di grande sensibilità, si ferma ad osservare e non semplicemente guardare, ad approfondire e non unicamente ad appurare, lungi da ermetismi e senza filtri.
In “Ritratto di bambino”, opera ad olio, egli rappresenta la serenità dell’infanzia e la spontanea genuinità del suo sorriso, richiamando il fruitore al recupero di questa dimensione del vivere come status ideale. Il sentimento dell’infanzia stessa rappresenta una dimensione particolare, che tutta l’umanità ha vissuto, ma di cui spesso sembra non avere memoria, come avesse i contorni diafani di un onirica reminiscenza.

La fanciullezza racchiude sincerità, dolcezza, lealtà, spontaneità, purezza, dimensione della giocosità, guardare al futuro con entusiasmo e speranza, capacità di tornare a sognare e immaginare. E sembra di vederlo di fronte a noi questo bambino ritratto dal nostro talentuoso artista, e sentire la sua voce e il suo ridere.

Prendono vita i suoi riccioli ribelli simbolo di vivacità, i suoi grandi occhi brillanti, la manina paffuta che si porta all’orecchio, il visino volto verso chi lo osserva, facendo scaturire in maniera del tutto naturale il medesimo sorriso sul volto del fruitore.
L’infante ridente diviene così, summa di un’aspirazione di rinascita, di crescita positiva, di speranza nei tempi avvenire, del recupero della poetica pascoliana de “il fanciullino”, e cioè di chi osserva con gli occhi puri e desiderosi di conoscere il mondo che lo circonda.
L’uso della pittura ad olio, prediletta da Marino, (che lavora abilmente anche con la china, la terracotta e argilla nelle opere scultoree, e la grafite su carta), conferisce al dipinto brillantezza e vivacità, lavorando sulle cromie, con precisione e cura di ogni piccola sfumatura. Il volto del bambino si rafforza nel suo essere, per uno sfondo che si può definire terroso e nudo, senza nessun orpello. Con questa scelta d’impostazione, probabilmente influenzato dai maestri del passato oggetto dei suoi studi (come Mattia Preti e Caravaggio), l’artista focalizza l’attenzione sul soggetto, non ponendo in evidenza, sullo sfondo nulla che potrebbe distogliere l’attenzione e facendo risaltare l’aspetto profondo dalla rappresentazione anche attraverso l’uso delle luci e delle ombre. L’opera, inoltre, è giocata, nei colori, sui rosati della carnagione, nella felpa indossata del bambino, sui toni del blu intenso, quasi tendente al nero, e dell’azzurro, modulato in tonalità differenti nelle ombreggiature e del bianco posto centralmente come una sorta di punto luce. I colori della tavolozza qui utilizzata da Marino si alternano in maniera equilibrata senza sopraffarsi. 
L’ accuratezza nell’atto di dipingere, rivela una preparazione tecnica potenziata da studi specifici che fa di Antonio Marino un artista a tutto tondo. La base del disegno ne è dimostrazione, e rappresenta
anche continuità con la tradizione, che spesso, nell’arte contemporanea, si disperde. La ricerca della forma data come tale, lungi da interpretazioni troppo chiuse, rafforza nelle sue opere la funzione sociale dell’arte, il suo essere comunicazione e mai fine a se stessa e quindi, la destinazione ad un pubblico eterogeneo. Dunque, si può descrivere questo artista come conciliatore ideale di tradizione e modernità, attraverso la canonicità della tecnica utilizzata e una sensibilità che riflette i temi di discussione della contemporaneità.

Dott.ssa Raffaella Buccieri



Antonio nato a Napoli nel 1976, residente in Perugia 


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Studi esperienze e collaborazioni artistiche.



- 1994 diploma liceo artistico (NA);


- 1994/1998 esperienze presso laboratori artistici delle eccellenze Napoletane in doratura metodo Celliniano, realizzazione delle Nobili Porcellane Di Capodimonte della Real Casa Borbone;
- 1998/2004 collaborazione presso il laboratorio artistico di Napoli Via Duomo e Vomero, nell’esecuzione creativa multidisciplinare delle antiche tecniche dell’acquaforte, acquatinta, litografia e serigrafia etc.
- Allievo del maestro Claudio SACCHI erede artistico del Grande Maestro Pietro ANNIGONI.


Mostre collettive e personali


2018 – 22/27-05.2018 mostra Personale, presso le sale congregazione della Chiesa di San Giovanni Apostolo di Ponte d’Oddi Perugia Maggio 2018.
2017 – Collettiva “SGUARDI” - dal 20.01.2018 al 31.01.2018 a cura della Galleria d’arte OnArt Gallery di Firenze via della Pergola 57/61, Di Romina Sangiovanni”;
2017 – Collettiva “Anima et Corpus” - dal 16.12.2017 al 05.01.2018 a cura della Galleria d’arte OnArt Gallery di Firenze via della Pergola 57/61, Di Romina Sangiovanni”;
2017 – Collettiva “Premio Michelangelo Buonarroti 3°Ediz.” - III edizione dal 15 al 26 novembre 2017, presso il Castello Mediceo con premiazione presso il Teatro delle Scuderie Granducali del Palazzo Mediceo di Seravezza (Patrimonio Mondiale
UNESCO) Viale Leonetto Amadei n. 230 Seravezza LU. ”;
2017 – evento, 22/29 Ottobre c/o Palazzo Compagna Cosenza a cura della d.ssa Elvira Longo e Gianfranco Pugliese;
2017 – Collettiva “frantuMEMORIAE” - II edizione presso la Chiesa di Santa Maria del Parto Napoli a Mergellina dal 05.10.2017 12.10.2017 a cura dell’associazione “accademia dei Partenopei”;
2017 - Fraz. Fighille del Comune di Citerna (PG) 30 settembre al 01 ottobre 36° edizione premio nazionale di pittura 2 opere;
2017 - Civitavecchia selezionato tra le eccellenza per II° Festival dell’arte figurativa dell’iperrealismo e del ritratto –Cittadella della Musica Ennio Morricone Civitavecchia 16 /24 settembre 1 opera;
2017 - Festival Deod’Art San Diè Strasburgo (Francia) 21/23 luglio 5 opere;
2017 - L’arte di Fare l’arte - Esposizione di Antiquariato, Restauro, Artigianato artistico di Pollenza (MC) 8 /23 luglio in Piazza Libertà. 5 opere;
2016 - Düsseldorf (Germania) collettiva dicembre 2016 ;
2015 - Personale “ nell’anima dei volti”- Casella (GE) ;
2015 - Collettiva Roma “international Day of NON VIOLENCE!” Casa della cultura onlus contro alla violenza sui bambini 2/14 ottobre;
2015 - Fraz. Fighille del Comune di Citerna (PG) 02 al 04 ottobre 34° edizione premio nazionale di pittura 2 opere;
2015 - Rossano (CS) “natività Contemporanea” 08.12.2014 a 06.01.2015 Palazzo San Bernardino Rossano (CS);
2014 - Personale “i colori dell’anima ”- Luzzi (CS). 13/23 dic 2015 ;
2013 - Roma - Corso soft pastel con il maestro Ruben Belloso Adorna;
2013 - Terza edizione premio d’arte “Città di Corchiano”- Corchiano (VT);
2015 - Personale “i colori dell’anima ”- Luzzi (CS). 13/23 dic 2015 ;
2011 - Personale “i volti dell’anima ”- Luzzi (CS). Ottobre 2011;
2009 - Collettiva “Forme”- Jesi (AN);
2009 - Torino - Mostra collettiva “Atmosfere d’arte”
2008 - Collettiva museo dell’arte e della cultura di Cosenza (CS);
2007 - 6° concorso nazionale di pittura “Città di Fondi”- Fondi (LT);
2003 - Agliè (TO)- mostra collettiva ed estemporanea;
2001 - Collettiva “Studio di frontiera”- Napoli (NA);
2000 - Illustrazioni sacre, parabole ed eventi biblici. per la comunità ecclesiastica carismatica SS Cosma e Damiano di Napoli ;
1999 - Collettiva “Dimensioni distanti”- Benevento (BN);
1997 - Collettiva “Colori dalla terra”- Casoria (NA);
1995 - Personale chiesa S.S. Annunziata di Arzano (NA).