giovedì 15 dicembre 2011

Angelo Marchetti























Angelo Marchetti

Sito Ufficiale Artista gestito dal Curatore: http://www.angelomarchetti.it/

Biografia

Angelo Marchetti (Milano, 10 gennaio 19302 ottobre 2000) è stato un pittore, scultore e incisore italiano.
Fin da bambino nella bottega di lattoniere del padre ha fatto percepire il suo estro creativo-artistico, grazie alla grande disponibilità di materiali adatti alla manipolazione, per poi esplicitarsi dai suoi 15 anni con il mezzo del disegno e della pittura. In particolare l'utilizzo dei pigmenti dell'olio e dell'acquarello, prediligendo il carboncino per il disegno. Con l'adolescenza, si è subito evidenziato il suo temperamento distaccato dal mondo pratico, volto a rifugiarsi nella pittura, intesa solo come proprio mezzo espressivo.
Infatti, è sempre stato più facile entrare nel mondo irreale del pittore che in quello razionale dell'uomo; Angelo ha sempre manifestato, in particolare, una totale assenza della capacità di inserirsi nel mondo pratico degli affari (per lui già di per sé limitato alla sola vendita delle sue opere), una seconda difficoltà è caratterizzata dall'evoluzione stessa dell'artista-uomo, sempre repentina e dalle direzioni più imprevedibili; iniziando con il periodo solo apparentemente spensierato della giovinezza, supportata dalla forza dell'uomo (periodo dove ha realizzato la gran parte dei suoi lavori con metalli - sbalzi in rame), al volersi costruire un avvenire con criteri non sempre razionali, infatti di parallelo il soggetto preferito era il cavallo, senso di libertà e forza, e il Don Chisciotte, perché del personaggio viveva la fantasia carica d'orgoglio, dettata dalla causa della giustizia e della potenza nell'agire dell'uomo, ma, come uomo inserito nella realtà sicuramente a lui stretta.
Si scontrava con vaste sfumature di grigio imposte dalla vita reale, non accettando compromessi, ma cercando d'ignorare la crudezza della realtà, poco a poco si è inoltrato scrutando il suo abisso interiore, ed ecco il divenire tra la metà degli anni 1960 e la fine del 1970, gli anni del suo periodo "buio", come sempre da Angelo definito il Periodo delle Opere Nere dipinti di forza e crudezza espressiva, suscitando nell'osservatore un sentimento mai ben definito d'inquietudine. Il periodo dei mostri è stato un arco temporale della sua produzione artistica, che ha visto Angelo entrare in un grande sconforto emotivo e morale con inevitabile depressione sia mentale che fisica.
Ha frequentato brevemente l'ambiente dell'Accademia di Brera, ma di fatto si è formato come autodidatta. Stringe amicizia con pittori del suo tempo: Luigi Bracchi, Salvatore Fiume, Giovanni Madonini. Dopo aver sposato la tesi che non sempre fare il giusto sia la cosa giusta, Angelo ha regolato quasi tutte le sue scelte secondo questo suo principio che spesso cozzava con la realtà pratica e tutto ciò che è corollario di un normale vivere.
Si va a consolidare un approfondimento intimo e personalissimo nella sua fede religiosa (che sempre e comunque lo ha seguito); non a caso suoi grandi e veri amici sono stati due prelati con cui per anni oltre a frequentarli ha scambiato costantemente lettere epistolari. Negli anni dal 1980, Angelo riscontra un ottimo "successo" come artista nell'ambiente dell'arte milanese. Numerose esposizioni in Italia e in Europa, non mancano sue opere oltreoceano, spesso invitato ad iniziative artistiche, chiamato a collaborare con la rivista d'arte Arte più Arte il cui direttore è stato il critico d'arte Antonino de Bono.
In seguito ai suoi riconoscimenti nel mondo artistico, improvvisamente Angelo ha un rigetto, fino ad estraniarsi, in brevissimo tempo, dagli ambienti artistici e dal circuito della cosiddetta "cultura dell'arte" per iniziare a produrre opere per uno stretto cerchio di collezionisti. Molte opere si resero invendibili a seguito di una subentrata forma quasi maniacale di non-divulgazione delle proprie opere. Il suo voler conservare nel privato le sue opere ha svelato alla sua scomparsa un enorme produzione di opere mai esposte, questo cambiamento caratteriale lo accompagnerà fino al giorno della sua scomparsa.
Con il 1990 e raggiunta il sessantesimo anno d'età si è consolidata la sempre latente emotività di Angelo tanto da fargli osservare le più piccole cose con occhi di chi vede la grazia dell'Eterno in ogni circostanza. Nel 1986 gli fu diagnosticato un male incurabile di breve aspettativa, ma contrariamente a quanto preannunciato dai medici, Angelo ha sempre rigettato la diagnosi "nel suo intimo", quasi a non volerla accettare e, solo dopo anni di ripetuti interventi chirurgici è riuscito a sconfiggerla, per poi spegnersi rapidamente in una mattina nell'autunno del 2000.

Da Wikipedia Enciclopedia Libera: http://it.wikipedia.org/wiki/Angelo_Marchetti